Here we are now, entertain us
D'improvviso si aveva la possibilità di dire tutto a tutti, ma, a pensarci bene, non si aveva nulla da dire (Brecht)





Smooth Criminal

26 giugno, 2009
Michael Jackson
1958-2009

Il pop piange, la musica piange, il mondo piange.
Se ne va un uomo che ha fatto la storia della musica.
Smooth Criminal, Thriller, Bad, Dirty Diana, Earth song, Billie Jean, Beat it, e tante altre.
Ci ha regalato così tanto che sembra impossibile dare un giusto omaggio a questo indimenticabile musicista.
Addio Michael, sono orgogliosa di essere cresciuta con le tue canzoni.

November Rain

23 novembre, 2008
Oggi è una domenica come tante di un Novembre come tanti. Fuori non piove, ma dentro di me forse sì. Se da avere come sottofondo della vita i Nirvana e a scrivere ai miei più cari amici con foglio e penna sono passata a scrivere su un blog con i Subsonica come colonna sonora forse qualcosa è davvero cambiato. Mettendo via delle vecchie borse, in una ho trovato una serie di lettere dell’estate del 2000. Sono passati otto anni e sono cambiate moltissime cose. Quello che più mi spaventa è quanto sono cambiata io. In quelle lettere delle persone che ora a stento vedo una volta all’anno mi confidavano i loro segreti più intimi, le loro emozioni, il loro scoperto amore per la musica che io ascoltavo quotidianamente, la malinconia di un’estate che stava finendo dopo mille casini e mille momenti stupendi. Avevo 15 anni e mi dicevano che ero importante, che ero una grande e che li avevo aiutati. Mi sento lusingata ancora oggi da quelle parole. Oggi di anni ne ho 23 e sono consapevole che il passato va lasciato alle spalle, ma i ricordi a volte possono essere un impulso per migliorare il presente. Non sento più quell’affetto da tanto tempo, ma si sa quando si è “cresciuti” è difficile dire agli altri un sentito ti voglio bene o un grazie sincero, dal cuore. Però la colpa di questo sono cosciente che sia mia, perché ho lasciato passare il tempo e diverse persone si sono allontanate e l’incantesimo di un’estate si è rotto. Resta comunque il fatto che quelle cose le abbiamo provate, almeno per un’estate….

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Pigs on the wing (Part One)

03 febbraio, 2008
Oggi sono state fatte due aggiunte al mio blog. Volevo evitare che si sentisse solo e poco coccolato, così ho deciso di mettere finalmente un po' di statistiche su chi visita il mio blog (quei quattro gatti). Poi, visto che si meritava un tocco in più e un po' di compagnia, l'ho anche dotato di un bellissimo Spider Pork!! Non si può dire che non faccia la sua porca figura (e con questa stupidissima battuta concludo!!)!
Ciao ciao
Marty

Help!

31 gennaio, 2008
Allora questo post è una richiesta di idee per la canzone da fare al saggio. Ho bisogno di suggerimenti, perchè quelle che ho pensato di fare non mi soddisfano molto. C'è da tener presente che la canzone deve avere un minimo di difficoltà perchè altrimenti non è d'effetto.. Il tempo tra l'altro stringe e mi devo decidere praticamente in questa settimana.. Uffi..
Se mi potete aiutare scrivete un commento con qualche suggerimento!!
Ciao ciao
P.s. Magari se li scrivete questi suggerimenti mi date anche un po' di soddisfazione!
Marty

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Beautiful Day

21 dicembre, 2007
Questo giorno deve essere segnato da qualche parte, per ricordarsi questa sensazione di leggerezza dopo tanti giorni di dura fatica!! Ho passato l'Esame, quello che per noi ha la E maiuscola, quello che sai di dover affrontare e temi dal primo giorno che cominci Ingegneria Edile!! Merita di essere ricordata questa mattinata che si è conclusa praticamente ora dalle nove di stamani, ma che per fortuna ha messo fine a questo primo ciclo di studio sfrenato!! Grazie
Ciao ciao
Marty

Ma il cielo è sempre più blu

06 novembre, 2007
Addio Signor Enzo Biagi

Point of view

24 settembre, 2007
Citazione dal Bar Sport di Stefano Benni.

COS'E' UN UBRIACO
Divagazioni filosofiche del professor Piscopo

"Prendete una qualsiasi persona, versatele dentro cinque o sei litri di birra, e ne farete un ubriaco", diceva Schopenhauer agli alunni del suo corso di Pessimismo all'università di Jena. Era una frase che il Maestro ripeteva spesso, e gli alunni si chiedevano ogni volta se il loro insegnante era molto profondo o molto ubriaco.
In realtà Schopenhauer voleva dire che ognuno di noi è un ubriaco in potenza. Naturalmente, essendo ubriaco, aveva bisogno del paragone della birra per dare un'idea dell'ubriachezza. Se fosse stato sobrio, avrebbe usato altri termini, e non si sarebbe sdraiato sulla cattedra.
In realtà, soleva chiedersi spesso il filosofo, cos'è un ubriaco? E, penso, qualcuno di voi si sarà talvolta rivolto la stessa domanda. Non è, evidentemente, uno che beve. Tutti noi beviamo. Non è nemmeno uno che beve molto. I cammelli bevono molto, ma non ne ho mai visto uno cacciato fuori da un bar.
Schopenhauer, ad esempio, dava questa definizione dell'ubriaco: "Un ubriaco è quella persona che dopo aver bevuto molto vino, o birra, o bevande alcoliche, a fine serata vede due baristi dietro il banco". In realtà, è una definizione errata, come ebbe a fargli notare Hobbes. Se ad esempio al bancone del bar servono marito e moglie, cioè due baristi, tutti gli avventori del bar sono da considerarsi ubriachi? Evidentemente no. Quindi la definizione esatta, secondo Hobbes, è la seguente: "Un ubriaco è quella persona, che dopo aver bevuto molto vino, birra e melassa, a fine serata vede il doppio dei baristi che vedeva prima di bere".
A parte il fatto che Hobbes, come avrete notato, ha messo la parola "melassa", al posto delle bevande alcoliche, e questo non è ontologicamente corretto, perchè corrisponde ad un suo gusto soggetivo, non si vede come questa definizione possa essere presa per buona. "Infatti", critica Schopenhauer, "la teoria del doppio è assurda. Mettiamo il caso che all'inizio, quando il futuro ubriaco inizia a bere, al bancone ci sia solo il marito, e la moglie sia a spazzare il retrobottega. A fine serata l'ubriaco, non vedrà marito + marito: ma due mariti e due mogli, cioè quattro volte il numero iniziale. Inoltre, una persona che va al bar per divertirsi, non può mettersi a contare il numero dei baristi tutte le volte per essere sicuro di accorgersi quando è ubriaco."
La critica di Schopenhauer è molto feroce, certo, ma in re ipsa ineccepibile, almeno fino a questo punto.
"Hobbes," prosegue Schopenhauer, "può continuare nella sua vana ricerca di una definizione matematica dell'essenza dell'ubriachezza. In realtà, egli è un bevitore di melassa e come tale dovrebbe limitarsi a parlare di libri per ragazzi. Comunque, se una definizione dell'ubriaco può essere tentata, io suggerirei questa: 'Ubriaco è quella persona che, dopo aver bevuto molto vino, o birra, o fernet, o bevande alcoliche, non riesce a stare in piedi su una gamba sola e a braccia aperte, e a camminare dritto su una immaginaria linea retta'."
Definizione granitica, nella quale però anche voi potete cogliere qualche debolezza. Il che non sfuggì a Hobbes, il quale soleva dire che "In amore e in filosofia tutto è lecito", come ben sapevano le sue scolare. Egli attaccò l'edificio schopenhaueriano con le pesanti mazzate della sua dialettica. Rilevò in primo luogo la presenza della parola "fernet" nel discorso del Maestro. "Evidentemente," scrisse Hobbes, "nella camera dove ormai vive rinchiuso, Schopenhauer ha trovato una bottiglia di fernet, e questo ha gravemente deviato la sua prospettiva metodologica; infatti la sua ultima definizione è un capolavoro di formalismo, senza alcun contenuto. Prendiamo il fatto dell''una gamba sola e con le braccia aperte'. E' ovvio che ben poche persone civili si sono mai trovate in vita loro in una simile posizione. Eppure, non penso che debbano essere considerate ubriache. Neanche il Papa, immagino, saprebbe restare su una gamba sola e con le braccia aperte. Schopenhauer vuole forse fare del sottile anticlericalismo? E poi, come dobbiamo immaginare che funzioni questo criterio? Forse che una persona deve entrare in un bar saltellando su una gamba sola, per dimostare di essere sobria? E lo sarà per tutto il tempo che riuscirà a restare in quella scomoda posizione? E se metterà il piede a terra, dovrà da quel momento essere considerata ubriaca? E come farà a bere se deve tenere le braccia aperte? Schopenhauer risponda a queste domande, e gli regalerò una bottiglia di brandy. Inoltre, cosa vuol dire un''immaginaria linea retta'? E' ovvio che, se diamo spazio all'immaginazione, il rigore scientifico va a farsi benedire. E se io non riesco a immaginare una linea retta, ma solo donne nude? E se anche riesco a immaginarla, chi mi dice che è retta, e che la fantasia non mi giochi un brutto scherzo, e che non debba camminare tutta la notte su una circonferenza? Mi sembra di essere stato chiaro, anche se spietato. Propongo dunque, come mia ultima definizione la seguente, che mi sembra perfetta: 'Ubriaco è quella persona che, dopo aver bevuto molto vino, o birra, o melassa, esce da sé'."
Definizione breve, illuminante, che però, come potete immaginare, non può soddisfare completamente una mente superiore. "Infatti," scrisse Schopenhauer, "mi sembra che stiamo cadendo nel ridicolo. La frase 'esce da sé' è un capolavoro di scemenza. Esce da sé? E dove va? E se esce da sé, lascia dentro tutto quello che ha bevuto? Ma allora non è più ubriaco. E se si porta dietro tuto quello che ha bevuto, cosa dice il primo sé? E il barista, chi deve far pagare? Il nuovo sé, il vecchio sé abbandonato, o tutti e due? Non vorrei che questa fosse una scusa per bere gratis alle spalle di chi lavora.
"Comunque, concedo un'ultima possibilità alla discussione. Non per Hobbes, che è troppo occupato a entrare e a uscire dal suo sé per parlare di filosofia, ma per quanti hanno a cuore la civile disputa dialettica. Dirò allora che 'Ubriaco è quella persona che ha bevuto molto, ma molto, molto vino, birra e bevande alcoliche'."
Mi sembra che l'intuizione del Maestro non abbia bisogno di commenti. Questa volta, anche Hobbes fu d'accordo e pagò da bere.

Ciao Ciao
Marty

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